GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI: ALTI PROFITTI MA A DISCAPITO DI TUTTI.

Era da un po' che mi sentivo "strana"...che qualcosa non mi quadrava.

E quando mi sento in quella bolla che mi estrania dalla verità, dalla Sostanza che rende questa vita bella e al tempo stesso spietata, capisco che in qualcosa mi sono addormentata.

Ed ecco che la ricerca mi è iniziata e oggi sono pronta a condividere con voi ciò che ne è emerso con tanto mio solito conflitto e sconforto che trova ristoro solo quando giungo a comprendere e vedere l' assoluta perfezione che nasconde ogni sgravio ed errore che Dio ci concede per renderci liberi di constatare quanto senza di lui non sappiamo stare.

E dunque ora propongo al vostro sguardo incerto questo breve tratto di testo — scritto nel 2021 da un giornalista di nome Francesco — prima di iniziare il mio solito sproloquio:

"Secondo la “leggenda”, il primo allevamento intensivo nacque per caso, quando a Celia Steele, piccola contadina del Delaware, furono recapiti erroneamente 500 pulcini, al posto dei 50 che aveva richiesto. La signora, invece di mandare indietro i pennuti in eccesso, decise di tenerli e riuscì anche a fargli superare l’inverno, rinchiudendoli in un capannone e alimentandoli a mais e integratori. L’azzardo riuscito la rese intraprendente e, negli anni successivi, la donna trasformò quell’errore iniziale in una prassi, diventando milionaria."

(Il link all' articolo che consiglio vivamente di leggere per intero per farsi un'idea concreta per quanto brutale sulla verità che non ci piace sapere ma che purtroppo ci tocca riconoscere, è questo: https://lavialibera.it/it-schede-670-allevamenti_intensivi )


L' essere umano del '900 ha incentrato ogni sua energia su un unico ingannevole obiettivo:

sfamare l' insaziabile.

Fa bene dunque Dio ad inviare squadroni di cavalieri oscuri a punire i peccati mondani se il risultato è uno stop al perpetuarsi dei grandi e gravi errori umani...

Da quale imbecille ragione veniamo guidati quando mettiamo davanti i nostri bisogni più spietati - come quello di generare più profitto per stare al passo con le richieste di un mercato affamato di grasso e palestre - all' unico valore che ci concede l' onore del cuore: la Giustizia.

Non è il Vegan a cui ambisco,

Non è l Bio a cui mi riferisco.

Qui si parla di ciò che è giusto. Punto!

Quello su cui finora mi sono appoggiata — un po’ rimbecillita dalla confortevole idea che, nel bene o nel male, la perfezione raggiunga un po’ tutti — lo ammetto, è stato un atto di debolezza.

Non avevo pensato ad un fatto tanto ovvio quanto scansato da un mentale allenato a rispondere solo al ricatto:

Ciò che sta portando il mondo allo scatafascio è il bisogno universale di soddisfare un ego che non è mai stanco di rovinare l'altro, sia esso uomo o animale, pur di ingrassare se stesso e il finto patrimonio che si porta appresso.

Malattie autoimmuni, celiachie, intolleranze, debolezze di ogni genere che prima l' uomo non sperimentava perché mangiava SOLO ciò che SERVIVA (non c'erano catene di fast-food a soddisfare finti appetiti e a generare dipendenze affettive e nemmeno sti cazzo di allevamenti intensivi) e soprattutto FACEVA solo ciò che DOVEVA!

I miei parenti più grandi di me di almeno 30/40 anni, me lo raccontano spesso: "…io manco facevo colazione da giovane. Mi alzavo, iniziavo la giornata e poi a mezzogiorno mia mamma mi faceva trovare la pasta fatta in casa con pomodorini freschi dell' orto e un paio di uova strapazzate prese dalla gallina in giardino e della cicoria fresca cotta a vapore. La cena ogni tanto spezzatino, altre volte un po' di pesce fresco e a volte nulla. Mica avevamo il sushi e tutte ste merendine industriali che vi mangiate adesso voi giovani" (Si, perché siccome mi vedono lavorare a casa e in più con il PC, per loro - nonostante faccio questo da più di 5 anni - è come se stessi giocando...e quindi che non abbia 35 anni, ma ancora 17! Eheheh! Vabbè... sinceramente non so nemmeno quanto questo sia un 'contro' nella gara tra Pro e Contro)...

Comunque...
Siccome reputo il parlare, anche se in modo originale, utile solamente quando questo porta ad una reale soluzione, mi voglio avvicinare alla conclusione filologica-sofica-etica-unica a cotanta inaccettabile accidia.

Per quanto non ami complicarmi la vita e questa mia indulgenza mi rende costretta ad un' auto-disciplina, talvolta ferrea, questa è la mia sentenza:
LA CONSAPEVOLEZZA!

Che come sempre è l’unica vera salvezza.
Per loro (animali) e per noi.

Nella pratica significa compiere scelte di acquisto e di comportamento consapevoli:

ESEMPI:

- Per l' acquisto della carne e delle uova e dei latticini: guardare la provenienza. Se si può comprare a km 0 dal consumatore finale. Io purtroppo sono di Milano e non ho questo privilegio, ma chi può, faccia questo sforzo!!

(N.B.: più un’azienda è grande/nota più è solitamente proprietaria di grandi edifici dove avvengono questi allevamenti intensivi.)

- Per l' acquisto di frutta e verdura: io ho delle mele in frigo che sono lì da un mese. Ci credete che sono ancora intatte? Mi sto chiedendo con quale plastica le hanno prodotte! Purtroppo, la frutta e la verdura non sono più quelle di una volta. È la verità. Qui l' unica salvezza per chi è ricco, comprare Bio, oppure affidarsi a qualche produttore locale che ha l' orto.

Lo so è un casino! Ma ora le cose stanno così.

- Per i cereali, la pasta il riso, ecc.…Beh...forse questo è il meno peggio. C'è chi dice di non mangiarla proprio ma sinceramente per chi come me senza il carboidrato non riesce manco a dormire o dopo nemmeno un'ora ha fame, è davvero problematico!

Quindi boh...vedete voi. Basta che non andate nei fast food. Almeno questo...

Per tutto il resto si sa... c'è masterheckart!

Qui ed Ora a gogò e via andando.....

Comunque...a parte questi piccoli advice last minute, l' altra cosa che personalmente reputo importante (anche in virtù dei tempi che stiamo vivendo) ma che io stessa fatico davvero tanto a mettere in pratica, è la capacità di stare tante ore senza mangiare (min.16) e riuscire a nutrirsi con poco (pasti semplici/frugali ma di alta qualità).

- E accompagnare tutto questo rituale di pulizia energetica-fisica ad un costante lavoro di auto-osservazione ai fini della consapevolezza di sé: ossia, chi sono io e cosa voglio davvero!?!

Davvero voglio mangiare così tanta carne o così tanti burger vegani o così tante brioche con il cappuccino? Davvero sono quello che ama lo yogurt greco? Davvero mi piace il latte di soia o l' uovo alla coque? Davvero la quantità proposta dalla grandezza di questo piatto o dalla confezione in cui è riposto è quella che voglio io?

Queste sono le domande che mi facevo anni fa quando ero presa a scoprire chi fossi realmente in relazione al cibo (al di là di tutti i condizionamenti proposti la fuori) e sono le risposte a domande così che mi hanno permesso di trovare il mio equilibrio e la mia vera natura in tal senso.

Se oggi so che la pasta fatta in casa è un cibo tossico per me, è grazie a questo.

Se oggi so che togliere il cioccolato dalla mia dieta è altamente nocivo per il mio umore, è grazie a questo.

Se oggi so che mangiare 2 pasti completi anziché 5/6 spuntini al giorno per me è fonte di gonfiore e stress che mi porta ad ingrassare (anche se mangio meno) è grazie a questo.

Insomma, se ogni essere umano non si cibasse di solo pane (e quindi si nutrisse anche con e della sua parte spirituale) sarebbe in equilibrio e felice. Questa VERA felicità lo porterebbe ad uno stato di soddisfazione interiore e di apertura verso il prossimo, che a sua volta si traduce nel volere il bene comune (animali compresi), che a sua volta si traduce nel fare azioni Cardiache nel mondo (non egoistiche a scopo di sopraffazione o accumulo di potere a discapito del prossimo), che a sua volta si traduce nell' avere un mondo più giusto, equo, pulito, equilibrato e benestante per tutti.

Non serve avere più di quello che Sei.

Il problema è che finché non sai chi Sei cercherai di riempire questo vuoto dell' essere con l' avere. 

Più ho, più sono/Più soldi ho, più sono grande.

Ma questo grande è l' ego, non l' essere che davvero Sei oltre l' ego.

Il bisogno di avere più di ciò che si È, è solo un bisogno che nasce dalla mancanza dell' essere chi davvero si è.

Alla maggior parte di questi imprenditori accecati dal potere manca l' Essere, l' Essenza, la sensazione di Esistere.

Ancora una volta la risposta non è fuori, ma dentro. Ancora una volta, chi salva il mondo non è chi lo sostiene o chi ci lotta contro, ma chi lavora per trascenderlo. 



~∆~


Sabrina Menga


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